Tris di aperture per Lorena Antoniazzi

Saint Moritz, Cortina e Porto Cervo: tre tra le più gettonate località turistiche diventano la meta della nuova “strategia distributiva” di Lorena Antoniazzi, concentrata sulle destinazioni di tipo “leisure”.

Dopo l’opening delle boutique di Ortisei, Parigi e Perugia, l’azienda ha deciso di puntare su un nuovo tipo di strategia che definisce “a vocazione turistica”, con l’inaugurazione di tre nuovi flag-boutique monomarca nelle tre “piazze a 5 stelle” per eccellenza: all’interno del Palace Galerie Saint Moritz, in Corso Italia a Cortina e presso La Passeggiata a Porto Cervo. Il design di ognuna di queste interpreta perfettamente il mood intimo e accogliente trasmesso dalle collezioni esposte, utilizzando materiali naturali e caldi come il legno e il corte. In quanto all’arredo, invece, il pezzo forte sono le opere d’arte contemporanea della Galleria Artitalia di Luigi Proietti. Arte, design, ma anche tecnologia. All’interno della boutique, infatti, è possibile sperimentare il sistema di tracciabilità dei capi e delle materie, tramite la connessione da parte del cliente dell’etichetta su un totem tecnologico in grado di far accedere a tutte le informazioni relative alla principali fasi di lavorazione di quel capo. Non solo. I clienti della boutique avranno la possibilità di acquistare in anteprima alcuni capi della collezione invernale seguente.

Questi tre nuovi opening, come spiega Luca Mirabassi, amministratore delegato e presidente di Sterne International, la casa produttrice del brand, “Saint Moritz, Cortina e Porto Cervo, si inseriscono in un intenso piano retail che prevede ulteriori aperture nell’anno che confermano gli ulteriori investimenti sul brand, cogliendo al contempo nuove opportunità di business, che sono in perfetta linea con i valori e la mission del nostro brand. La presenza nei luoghi dello shopping internazionale va a soddisfare una domanda dei prodotti italiani di qualità e conferma che il nostro prodotto è sempre over the top per una clientela esigente. Segno anche che il nostro fatto bene e fatto in Italia ha ancora un grande valore e un potenziale sul mercato internazionale”.