Rossignol ft. Damir Doma: mobilità, tecnicità, talento

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Mobilità. Dalla montagna alla città. Rossignol prosegue la sua discesa verso la città arruolando, questa volta, un grande interprete del mondo urban, il croato Damir Doma. Frutto della loro collaborazione una linea, Urban Mobility, ispirata al mondo delle e-mountain, mercato su cui la maison francese è ben focalizzata da diverse stagioni, e che durante la 94esima edizione di Pitti Uomo affiancherà la Mountain Mobility collection, nata e destinata all’active lifestyle d’alta quota. A loro, ai protagonisti di questo nuovo progetto, Damir Doma e Alessandro Locatelli, CEO di Rossignol Apparel, abbiamo rivolto qualche domanda.

Damir, cosa significa per un giovane talento come lei, seppur decisamente affermato da anni sul mercato, lavorare al fianco di un’Azienda come Rossignol?

Questa è la mia terza collaborazione, la mia terza consulenza stilistica per un brand, e devo dire che in questo caso parliamo di qualcosa di veramente diverso rispetto alle altre ma, come sono solito fare, ho cercato di rispettare il più possibile il DNA del brand, la sua storia e le regole del gioco diciamo. Per me è molto importante all’inizio creare una cornice attorno ad una collezione a cui collaboro, e credo che nel caso di Rossignol questo sia abbastanza chiaro, perché si tratta di un marchio di per sé molto strong e con un DNA ben chiaro. Ci sono brand che all’inizio non sanno bene dove posizionarsi sul mercato, Rossignol, invece, è un marchio dalla forte identità, un marchio che arriva dal mondo invernale, con i suoi colori altrettanto riconoscibili: bianco, rosso e blu. Tutti lo identificano e questo è inevitabilmente di grande aiuto in un settore come il nostro.

Qual è la prima cosa che ha pensato quando le hanno proposto di prestare la tua consulenza stilistica per Rossignol Apparel? E l’aspetto più “elettrizzante”?

Sicuramente non potevo che essere molto felice di questa opportunità, ma a dire la verità prima di parlare con l’Azienda non sapevo se accettare la proposta oppure no, non ero sicuro di poter offrire qualcosa di interessante, quello che avevo in mente io, ad un brand di questo tipo, poi, però, ho capito che sarebbe stata un’esperienza entusiasmante, perché ci sarebbero state molte opportunità di performance con il prodotto. E se devo pensare a quale sia stato l’aspetto più elettrizzante direi quello di poter creare una collezione urban, che per me vuol dire combinare l’aspetto performante di Rossignol con i dettagli che contraddistinguono lo stile active. Sto parlando delle finiture, così come dei nastri interni, così come di altri dettagli tecnici del prodotto, che trovo molto interessanti personalmente in quanto si tratta di un qualcosa che io solitamente non adopero nelle mie collezioni, perché non ho la struttura necessaria per farlo, i tessuti, il know-how. Quindi è stato decisamente elettrizzante per me tutto questo, soprattutto il fatto di creare dei look estivi per un brand che arriva da un mondo invernale. La montagna anche in estate effettivamente è molto gettonata; c’è chi va per fare escursioni a piedi, chi in bicicletta. Per questo motivo con Rossignol abbiamo pensato di creare una collezione ispirata al mondo dell’e-mountain.

Alessandro Locatelli, si può dire che con il lancio della linea realizzata insieme a Damir Doma avete effettuato un ulteriore passo per conquistare la città?

Il nostro viaggio verso la città sta andando avanti dal 2015, anno in cui abbiamo dato vita ad un progetto conosciuto per l’appunto con il nome “Apparel”, a cui abbiamo dedicato un team ad hoc, e che dopo varie stagioni si è avvicinato ad un concetto più globale di abbigliamento. Siamo passati quindi dallo skiwear e dall’aprés-ski, che è da sempre stato il core business dell’Azienda e che lo è tutt’ora, al mondo urbano. Naturalmente per approdare, soprattutto nella stagione estiva in cui ritengo dobbiamo comprendere quale sia la giusta mise-en-scène tenendo ben fermi quelli che sono i capisaldi del brand, su un territorio come questo, che non si può dire sia per noi inesplorato perché ormai siamo presenti da due anni, ma in cui abbiamo ancora molto e volentieri da imparare, collaborare con Damir non può che essere stato un’ottima opportunità. Nella collezione SS 2019 ci sono tutti i nostri elementi iconici, ma aldilà di questo ho riscontrato un buon feeling con lui su quella che è la visione globale del marchio.

Che cosa, Alessandro Locatelli, secondo lei, può offrire Damir Doma a Rossignol Apparel e viceversa? 

Non sta a me auto-celebrare il marchio e dire cosa può offrire Rossignol Apparel ad uno stilista o ad un designer oggigiorno, ma aldilà di tutto siamo un’Azienda che, come la nostra, effettivamente se ne contano poche al mondo, una realtà che ha una storia ultra-centinaria, che crede in un progetto perché pensa che ci siano tutte le opportunità di mercato, di prodotto e di brand. Per quanto riguarda Damir posso dire sinceramente di aver incontrato una persona di assoluto buon senso, che ha saputo riconoscere in maniera molto chiara e diretta quelli che sono i concetti del marchio, mostrandosi ben disposto a recepirli e a reinterpretarli; è stata una conversazione on going che è continuata fino alla scorsa settimana per cercare di rendere questa collezione il più Rossignol possibile, il più aderente possibile a quella che è oggi la nostra estetica. Siamo un winter-sport equipment brand, quindi questo percorso ci porterà, non dico ad essere qualcos’altro, ma ad evolverci anche in altri ambiti. Penso quindi che Damir abbia avuto la perspicacia, la volontà e l’intelligenza di capire chi siamo, dove siamo, dove possiamo andare e dove è il caso di non andare, il tutto con massima coerenza.

E lei Damir, cosa crede di aver “ricevuto” da questa consulenza stilistica? 

Per me, come dicevo, è stata una grande opportunità quella di lavorare con chi come Rossignol vanta incredibili performance ed un’expertise che io attualmente non possiedo, per cui è stata una nuova esperienza per me, un progetto davvero molto bello da cui mi porto dietro tanta positività.

Quali sono le caratteristiche della nuova linea che porta anche la sua firma? 

Urban Mobility è stata la parola chiave di questo progetto, dove ho cercato di mettere molto del mio, perché il concetto di urban ha sempre fatto parte del mio mondo, ed è facile identificarlo in questa collezione. Riguardo al termine “mobility” inizialmente mi preoccupava un po’, ma alla fine è lo stesso concetto di urban che, per me, vuol dire movimento, vuol dire comfort, vuol dire casual. In fin dei conti il risultato è proprio questo: una collezione casual e sport. Parliamo inoltre di una nuova spiritualità legata al mondo del ciclismo, del nuoto, della corsa, a tutto ciò che porta equilibrio nella propria vita. E poi naturalmente parliamo di funzionalità, che appartiene ad ogni prodotto di Rossignol. 

Come ha reinterpretato gli elementi iconici del brand?

Per me sin dall’inizio è stato molto importante creare un approccio internazionale, dato che la maison è francese. Ad ogni modo i colori seguono quelli appartenenti al mondo di Rossignol. Poi ho reinterpretato il rooster iconico del brand anche in una versione total black. Troverete inoltre materiali dalle proprietà foto-riflettenti perché la visibilità nei capi è fondamentale. Così come è fondamentale in questa collezione la collaborazione tra Rossignol e Reda, lo storico lanificio che ha contribuito con tessuti di ultima generazione. Trovo soprattutto interessante il fatto che venga adoperata la lana anche in estate. E alla fine credo che comprare un prodotto con un background di questo tipo, con un’ expertise così grande, giustifichi il prezzo.

Alessandro Locatelli, ci sono novità in quanto a retail? 

Proseguiamo il nostro cammino. Per quanto riguarda il retail Parigi rimane, tra gli obiettivi che ci siamo preposti, quello più importante. Non avendo trovato l’anno scorso la location adatta, ma volendo comunque essere presenti a Parigi, abbiamo aperto un temporary store che ci siamo portati avanti per tutta la stagione, e il quale ci ha confermato, se ce ne fosse bisogno, ottimi risultati. Quindi oggigiorno miriamo a Parigi nell’ambito dello sviluppo retail. Così come agli USA, che sono un mercato su cui ci stiamo focalizzando, dove abbiamo effettuato un importante cambio di marcia e in cui sono sicuro riscontreremo un grande successo anche se, ad oggi, effettivamente non possiamo dimostrarlo semplicemente perché abbiamo finito di vendere la collezione Fall/Winter 2018 a marzo, la nuova è in produzione e sarà consegnata tra agosto e settembre. Quindi per la stagione invernale a livello geografico giochiamo sul mercato degli USA, su department store e sull’ e-commerce, che rientra tra uno dei nostri ultimi progetti. L’inaugurazione avverrà questa estate e sarà pronto per l’inverno.

La Francia dal canto suo rimane sempre e comunque una garanzia.

Sicuramente tutto ciò che riguarda il retail in Francia e nei resort ci dà molta soddisfazione in termini economici. Per quanto riguarda i resort annoveriamo Chamonix, che è stato il nostro primo negozio pilota aperto senza concept, poi a seguire Megève e altri tre franchising come Méribel e Val Thorens. E se si pensa ai resort in Francia non ce ne sono molti altri che mancano all’appello. Abbiamo deciso quindi di dare ancora più profondità all’opportunità di Chamonix, optando per una nuova location, ma rimanendo in quello che è il quadrilatero di Chamonix, nella via adiacente, in cui sono presenti i principali competitors. Abbiamo scelto uno spazio molto più grande, è come se fosse una piccola casetta Rossignol. Il negozio è molto grande e molto bello, siamo contenti, e ci siamo accorti che un aspetto fondamentale è il magazzino al suo interno, perché per dare rotazione alla merce quest’ultimo è veramente un aspetto chiave per il successo, ancor più delle vetrine probabilmente. Naturalmente, poi, tutti i negozi che stiamo costruendo, quando la struttura del locale ce lo permette, come ad esempio a Oslo, ampliamo l’offerta accogliendo, sempre sotto il cappello Rossignol, gli altri brand del Gruppo. Il concept rimane lo stesso, così come l’insegna, e cerchiamo di offrire una lettura logica al consumatore.

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