Missoni

  • Il punto in croce/Missoni: 3×1

    T-shirt lunga a metà gamba, camicia e pullover facenti funzione della giacca: Angela Missoni propone un look stratificato. Va da sé, nelle fantasie put-together tipiche della maison.

    “Volevo un uomo più asciutto e allungato – spiega la stilista – e ho avuto conferma di essere sulla strada giusta, quando ho visto arrivare i modelli al fitting con una serie di capi sovrapposti”.

    Libertà componibile e scomponibile, dunque. Anche nei colori che partono dai toni più scuri per accendersi in tonalità sature. Un’astuzia per de-stagionalizzare la maglieria e “renderla – conclude la creatrice – mettibile sia al lavoro che nel tempo libero”.

    Il V.

    (Ph. Kino)

  • Missoni veste S. Pellegrino

    Missoni è il primo partner per il lancio del progetto internazionale Italian Talents, promosso da S. Pellegrino per rappresentare e portare nel mondo lo stile di vita del nostro Paese. Missoni ha ridisegnato la bottiglia dell’acqua S. Pellegrino che verrà distribuita nei migliori ristoranti d’Italia ed esteri per tre mesi.

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  • La statura dell’Expò

    Tensioni e defezioni in prospettiva dell’Expò che si svolgerà a Shanghai. Oggetto del contendere, il salone principale dove saranno esposti solo alcune griffe italiane, tra cui Dolce&Gabbana, Prada e Zegna. Altri stilisti pare non abbiano gradito questo “privè”. Soprattutto quando hanno scoperto che qui i manichini erano alti 3 metri. Mentre nelle altre stanze le installazioni erano di statura inferiore. Missoni ha subito dato forfait. E probabilmente non sarà il solo.

    Il Vetriolo.

  • Missoni a MiArt tra arte e moda

    Luca Missoni ha raccontato il rapporto tra arte e fashion in una conferenza promossa da MiArt, Fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea. L’imprenditore ha indagato le confluenze di questi due mondi, partendo dall’esempio della sua realtà aziendale e degli abiti Missoni: oggetti di comunicazioni ma anche vere espressioni artistiche.

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  • Row report/Missoni: caos all’università

    Lodevole, l’iniziativa di aprire la sfilata di Missoni a tutta la cittadinanaza. Spettacolare, trasformare l’aula magna della Statale di Milano in una grande passerella. Ma la straordinaria affluenza di pubblico complica inevitabilmente l’organizzazione e il lavoro dei professionisti. Inevitabili, i malumori. Stemperati dall’uscita finale di Angela Missoni con figli e nipoti al seguito. La nuova generazione di una griffe che va incontro ai suoi coetanei.

    Il V.

  • Il punto in croce/Missoni: guerriera fiera della femminilità

    Sfida impossibile: armare la donna come una Masai, usando la morbidezza della maglia. Angela Missoni ci riesce, scegliendo i motivi più spigolosi delle storiche fantasie della maison: lo zigzag (che in fin dei conti è un’infinita sequenza di frecce) e le fantasie dalle grafiche più acuminate. Per enfatizzare il gioco, la designer profila i pezzi dei patchwork di bianco, trasformandoli in scaglie di un’armatura. La Masai, insomma, è citata solo nelle collane d’acciaio che stringono colli di maglia sovrapposti, allungando il collo delle modelle.

    Ma attenzione: la donna Missoni resta molto femminile, lo si evince dalla biancheria che fa capolino dalle coperte effetto poncho e dai soprabiti di maglia. Che spesso sono senza una manica e appuntati con una spilla sul fianco. Del guerriero resta solo la fierezza. Per questa creatura forte e femminile al tempo stesso.

    Il V.