Di chi non c’è più, abitualmente si parla sempre bene. Ma il ricordo che mi ha lasciato Whitney Houston, quando venne a Milano nel ’99, ospite di Dolce e Gabbana, non è piacevole. La incrociai in via della Spiga dove con arroganza i suoi body gard pretendevano che i passanti cambiassero rotta, affinché la star non incrociasse nessuno lungo la sua “retta via”. Il tutto per recarsi nella boutique dei due stilisti che le avevano disegnato gli abiti di scena per il tour My love is your love. In negozio Whitney fece grandi spese, pretendendo di non pagare un conto salatissimo. Risoluto, Gabbana ordinò di chiamare la polizia se Whitney non avesse sborsato il dovuto.
Il peggio però avvenne alla festa nella discoteca Post garage di Dolce e Gabbana. Fuori di se, la star si rinchiuse nel privè, stendendosi letteralmente sul bancone del bar a sghignazzare. La povera Paola Cacianti, inviata del Tg1 fece salti mortali per realizzare un servizio su Whitney senza le relative immagini. Intrasmettibili.
Il Vetriolo
